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Un pastore capace di commuoversi
Gesù si commosse per loro.
Questa parola “si commosse” bella come un miracolo, è il filo
conduttore del racconto. All'inizio Gesù si commuove per i discepoli: li
aveva mandati a due a due, sono tornati carichi d'umanità toccata, di
umanità guarita, diventati creatori di comunione al punto che per la folla
non hanno neanche più il tempo di mangiare. Gesù mosso a compassione
dice: Venite in disparte, in un luogo solitario e riposatevi un po'.Israele
è pieno di vedove di Naim che piangono figli morti, pieno di adultere colte
in flagrante e di mani pronte a lapidarle, pieno di lebbrosi e di urgenze, e
Gesù, invece di buttare subito i suoi dentro i campi sterminati del mondo,
li attira nel deserto. Quasi a perdere tempo. Ma come sempre nella bibbia,
il deserto è per parlare al cuore (cf Osea 2). Il "riposo in disparte" non è
la pausa tra due lavori, un'occasione per riprendere fiato, è molto di più.
È vivere il settimo giorno di Dio, "quando vide che tutto era bello e si
riposò". La vera terra promessa non è un luogo, ma un tempo. Questo tempo è
il settimo giorno, e ogni festa è un'altra cattedrale elevata non più nello
spazio ma nel tempo. Là Egli parlerà al cuore, là attirerà a sé: rivelazione
e presenza. Nel giorno del riposo e della festa, il Signore concede ciò che
ha veramente promesso: se stesso. E spiega il segreto del Regno. |