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Il futuro in un verbo: 'Amerai'
Padre Ermes Ronchi - Avvenire (11 Luglio 2004)
Un
uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico. Un uomo. E non ci deve
essere nessun aggettivo, giusto o ingiusto, ricco o povero. Può essere
perfino un disonesto, un brigante anche lui. È l'uomo, ogni uomo. Il suo
nome è: spogliato, colpito, solo, mezzo morto. Nome eterno: dovunque il
mondo geme con le vene aperte; c'è un immenso peso di lacrime in tutto ciò
che vive.
Un sacerdote scendeva per quella medesima strada. E il primo che
passa, un prete, lo aggira, lo scansa, passa oltre. Ma dov'è questo oltre?
Cosa c'è oltre? Oltre l'uomo c'è il nulla, l'assurdo, l'inutile! Nessuno può
dirsi estraneo alle sorti dell'uomo, nessuno può dire: io non c'entro. Siamo
tutti sulla medesima strada, nella medesima storia; ci salveremo o ci
perderemo tutti insieme.
Invece un samaritano n'ebbe compassione, gli si fece vicino. Due
termini di una carica infinita, bellissimi. Parole che grondano di umanità.
Non c'è umanità senza compassione e senza farsi vicino. La compassione è il
meno sentimentale dei sentimenti, il meno zuccheroso, il meno emotivo, è il
"soffrire insieme". Scende da cavallo, si china, e forse ha paura, forse
teme i briganti ancora vicini o una trappola. Ma la compassione non è un
istinto, è una conquista. La prossimità è una conquista che mette al centro
il dolore dell'altro non il mio sentire.
E ci sono dieci verbi in fila per descrivere l'amore: lo vide, si
mosse a pietà, scese, versò, fasciò, caricò... fino al decimo verbo:
ritornerò indietro a pagare, se necessario. Questo è il nuovo decalogo, i
nuovi dieci comandamenti di ogni uomo, credente o no, perché l'uomo sia
uomo, perché la terra sia abitata da "prossimi", per una nuova architettura
del mondo e della storia. Domandano a Gesù: cosa devo fare per essere vivo?
Come si fa ad essere uomo? Gesù risponde con un verbo: amerai, e con un
racconto in cui è racchiusa la possibile soluzione della Storia, la sorte
del mondo e il destino di ognuno.
Tutto il nostro futuro è in un verbo: tu amerai. Un verbo al futuro perché
questa è un'azione mai conclusa, perché durerà quanto durerà il tempo.
Perché è un progetto, ed è l'unico. Non un obbligo, ma una necessità per
vivere. Cosa devo fare domani per essere vivo? Tu amerai. Cosa farò l'anno
che verrà, e per il mio futuro? Tu amerai. E l'umanità, il suo destino, la
sua Storia? Solo questo: tu amerai. Una parabola al centro del Vangelo, e al
centro della parabola un uomo. E un verbo: tu amerai. Va' e anche tu fa' lo
stesso. E troverai la vita. |