|
29 domenica B - 18/10/09
UN DIO VENUTO PER SERVIRE
L’UOMO
P. Ermes Ronchi (Avvenire 15/10/09)
Vangelo dei paradossi
perenni, della più sorprendente autodefinizione di Gesù: «venuto per
servire». Tutto nasce dal fatto che Giovanni il teologo, l’aquila, il
mistico, il discepolo amato, chiede di essere al primo posto: la ricerca del
primo posto è una passione così forte che penetra e avvolge il cuore di
tutti. Pericolosamente: « Non sapete quello che chiedete! ». Non
avete capito ancora a cosa andate incontro, quali argine rompete con questa
domanda, che cosa scatenate con questa fame di potere.
Per il Vangelo, invece, essere alla destra e alla sinistra di Cristo, vuol
dire occupare due posti sul Golgota, quell’ultimo venerdì; vuol dire essere
con Gesù lungo tutta la sua vita, quando è voce di Dio e bocca dei poveri, e
fa dei piccoli i principi del suo Regno, quando è disarmato amore. Stare a
destra e a sinistra di questa vita vuol dire bere alla coppa di chi ama per
primo, ama in perdita, ama senza contare e calcolare. «Con Gesù, tutto ciò
che sappiamo dell’amore è che l’amore è tutto ». (E.Dickinson).
«Sono venuto per essere servo». La più spiazzante di tutte le
definizioni di Dio. Parole da vertigine: Dio mio servitore! Dio non tiene il
mondo ai suoi piedi, è inginocchiato Lui ai piedi delle sue creature. I
grandi della storia erigono troni al proprio ego smisurato, Dio non ha
troni, cinge un asciugamano e vorrebbe fasciare le ferite della terra con
bende di luce.
Non cercarlo al di sopra dei cieli è disceso e si dirama nelle vene del
mondo, non sopra di te ma in basso, il più vicino possibile alla tua
piccolezza. Perché essere sopra l’altro è la massima distanza dall’altro.
L’Onnipotente può solo ciò che l’amore può: servire ogni respiro, invece di
mietere le nostre povere messi seminare ancora ad ogni stagione.
Capovolgimento, punto di rottura dei vecchi pensieri su Dio e sull’uomo.
Appare un tutt’altro modo di essere da cui germina la parola di Gesù: «Tra
voi non sia così! ». Tra voi cose di cielo! Tra voi un altro mondo! Tra
voi una storia altra, un altro cuore! E farai così, perché così fa Dio. Ma
io tremo se penso alla brocca e all’asciugamano. È così duro servire ogni
giorno, custodire germogli, vegliare sui primi passi della luce, benedire
ciò che nasce. Il cuore è subito stanco. Non resta che lasciarsi abitare da
lui, irradiare di vangelo. Se Dio è nostro servitore, servizio è il
nome nuovo della storia, il nome segreto della civiltà. |