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Dio, il
custode di ogni frammento
Verranno giorni di lutto e di
pianto. Anzi, sono già venuti, e stanno venendo ancora. Il mondo è malato,
eppure noi non si evade, si sta in mezzo, come Gesù, cercando di guarirne le
piaghe. La venuta di Gesù non ha risolto i mali del mondo. Anzi la fede in
Gesù sembra provocare un supplemento di violenza e di odio: è la creazione
che lotta contro il male. Gesù, i suoi testimoni, il tempio di Gerusalemme,
il tempio del nostro corpo (Gv 2,21), il mondo, tutto deve passare per una
vicenda di morte e rinascita, di croce e risurrezione: legge dell'intera
storia. Tutto si tiene nella croce. Tutto si tiene nella risurrezione.
L'ultimo libro della Bibbia ci assicura che il mondo non finirà nel fuoco di
una conflagrazione planetaria, ma nella bellezza. La fine della storia non è
la devastazione del creato, ma l'incanto dell'innamorato: «vidi la terra
nuova, bella come una sposa, scendere dal cielo pronta per lo sposo» (Ap
21,2). Questo vale anche per il discepolo: «neppure un capello del vostro
capo perirà». Se anche sarà distrutto nel giorno della violenza e dell'odio,
non lo sarà per sempre. «Quanto a voi, perfino i capelli del vostro capo
sono tutti contati. Non abbiate dunque timore» (Mt 10,30). Ecco un'altra
volta l'infinita cura di Dio per l'infinitamente piccolo, la finezza amorosa
di un Dio per cui nulla è insignificante di ciò che appartiene all'amato.
Non è solo desiderio del cuore, ma sapienza del cuore: Gesù insegna a vivere
il moto di un pendolo che va dall'infinitamente piccolo alla grande storia,
dal frammento di materia al segreto della vita, da uno solo dei miei capelli
a tutto il futuro del cosmo. Nella speranza. Ringrazio il mio Signore,
perché nel caos della storia il suo sguardo è fisso su di me, non giudice
che incombe, ma custode memore di ogni frammento. E nulla è troppo piccolo:
e se non sarà esentato dalla distruzione nel giorno dell'odio, certamente
sarà salvato poi nel giorno del Signore. Come attendere quel giorno? Con una
spiritualità del quotidiano che Luca delinea così: restare saldi nella
«perseveranza», termine che evoca tutta la forza necessaria lungo la via di
sofferenza per cui si deve passare, ma che insieme respira la speranza in
Colui che ti conta i capelli in capo. |