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Assunta, la
nostra comune 'migrazione'
Padre Ermes Ronchi (Avvenire 14 Agosto 2004)
Vergine,
anello d'oro del tempo e dell'eterno,tu porti la nostra carne in paradiso
e Dio nella nostra carne (D. M. Turoldo).
Anello
d'oro, dove il tempo e l'eternità si innestano l'uno nell'altra, dove si
passano le frontiere: carne di donna in paradiso, carne di Dio sulla terra.
L'assunzione di Maria intona oggi il canto del valore del corpo. Dio non
spreca le sue meraviglie e il corpo dell'uomo, che è un tessuto di prodigi,
avrà, trasfigurato, lo stesso destino dell'anima, e Dio occuperà cuore e
corpo e "sarà tutto in tutti" (Col 3,11). Questo corpo così fragile, così
sublime, così caro, così dolente, sacramento d'amore e talvolta di violenza,
in cui sentiamo la densità della gioia, in cui soffriamo la profondità del
dolore, diventerà, nell'ultimo giorno, porta aperta, soglia spalancata alla
comunione, trasparenza di cristallo, sacramento dell'incontro perfetto.
Maria è la sorella che è andata avanti, il suo destino è il nostro, e già da
ora. "Vidi una donna vestita di sole, era incinta e gridava per le doglie
del parto" (Ap 12,2).
Immagine bellissima della Chiesa, dell'umanità, di Maria, di me, piccolo
cuore ancora vestito d'ombre. Che rivela la nostra comune vocazione: essere
nella vita, datori di vita. Essere creature solari, generanti vita, e in
lotta. Contro il male, il grande drago rosso che divora la luce, che mangia
i frutti della vita. Avere un cuore di luce, mandare solo segnali di vita
attorno a sé, e non arrendersi mai. Perché il futuro del mondo non è gravido
di morte, ma di vita. Il vangelo racconta che "Maria si mise in viaggio,
in fretta, verso la montagna". Lei è la donna del viaggio compiuto in
fretta, perché l'amore ha sempre fretta, non sopporta ritardi; va', portata
dal futuro che prende carne e calore in lei. Donna in viaggio, che è sempre
figura di una ricerca interiore, di un cammino verso un mondo nuovo sulle
tracce di Dio e sulle speranze del cuore. Donna in viaggio verso altri:
Maria non è mai da sola nel Vangelo, non si è mai ritagliata uno spazio per
quanto esiguo, da riservare a sé. Va continuamente verso altri, creatura di
comunione, nodo di incontri. Donna in viaggio da casa a casa, che lascia la
sua casa di Nazaret, e va da Elisabetta, dagli sposi di Cana, a Cafarnao,
alla camera alta a Gerusalemme, quasi la sua casa si fosse dilatata e
spalancata e moltiplicato il cerchio del cuore. Donna in viaggio con gioia,
gioia e paura insieme, gioia che all'incontro con Elisabetta si fa abbraccio
e poi canto. Perché la gioia, come la pace, come l'amore, si vivono solo
condividendoli.
L'Assunta è la festa della nostra comune migrazione verso la vita. Siamo
umanità dolente, ma incamminata; umanità ferita, caduta, eppure incamminata;
umanità che ben conosce il tradimento, ma che non si arrende, che ama con la
stessa intensità il cielo e la terra. |