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 Gesù è vivo

mons. TONINO BELLO vescovo di Molfetta
da “Alla finestra la speranza” - Ed. Paoline (1988)

 Sono terribilmente indeciso sul tono da dare al mio augurio pasquale. Vorrei parlarvi a lungo di tombe vuote, come grembi materni dopo il parto. Di macigni che rotolano dall’imboccatura dei sepolcri, liberandone la preda. Di pianti accorati di donne che cercano tra i morti il vivente. Ma ho l'impressione che mi attarderei in pezzi di bravura letteraria. Vorrei parlarvi a lungo di primavere che irrompono, come segni di tempi interiori o di stagioni spirituali fiorenti sotto l'urto della grazia. Di fiumi d'erbe calpestate dai sandali di Maddalene premurose. Di albe incantate che mutano in danza il lamento degli uomini. Ma forse spiazzerei chi non crede che la poesia è l'anima più vera della realtà. Vorrei parlarvi a lungo di lui, risorto con le stigmate del dolore. Di schiavitù sconfitte. Di catene rotte. Di lacrime asciugate. Di abissi inebrianti di libertà, verso cui precipita, dopo quel mattino, la nostra vicenda personale. Ma forse resterebbero fuori gioco coloro che non credono alla Risurrezione come alla peripezia decisiva di tutta la storia. E allora, come formulerò un augurio pasquale buono per tutti e accettabile anche dai tanti Tommaso che oggi non credono più? Come tradurrò in termini nuovi un annuncio di liberazione io, successore di quegli apostoli che potevano dire: “Noi abbiamo mangiato e bevuto con Lui dopo la sua risurrezione dai morti”? Ecco, forse solo con una preghiera. Aiutaci, o Signore, a portare avanti nel mondo e dentro di noi la tua Risurrezione. Donaci la forza di frantumare tutte le tombe in cui la prepotenza, l'ingiustizia, la ricchezza, l'egoismo, il peccato, la solitudine, la malattia, il tradimento, la miseria, l'indifferenza hanno murato gli uomini vivi. Metti una grande speranza nel cuore degli uomini, specialmente di chi piange. Concedi, a chi non crede in te, di comprendere che la tua Pasqua è l'unica forza della storia perennemente eversiva. E poi, finalmente, o Signore, restituisci anche noi, tuoi credenti, alla nostra condizione di uomini.