
Siamo di nuovo a maggio, di nuovo tempo di somme e
di verifiche. E’ sempre molto importante verificare la strada percorsa e quella
che rimane da percorrere: la perfezione non è nostra
caratteristica. Nelle nostre mani c’è solo il bisogno di fare strada verso una
meta che non per tutti è
Alcune considerazioni:
1. Notiamo che cresce una presa
di coscienza - a volte molto sofferta da parte della Comunità e - in
particolare - di alcuni genitori, sul ruolo educativo dei genitori e degli
adulti in genere.
2. Si consolida il servizio
prezioso di molti battezzati: dalla pulizia dei locali, ai catechisti e
animatori dei piccoli, giovani e adulti, passando attraverso i mille rigagnoli
che permettono a tutta la Comunità di farsi “servizio”. La Parrocchia cerca a
fatica di identificarsi sempre più nella Comunità che celebra, ascolta la
Parola, vive la carità e sempre meno in questo o quel parroco.
3. Qualcuno, poi, forse più
pronto a lasciarsi guidare dallo Spirito che Soffia dove vuole…” (Gv 3, 8), ci aiuta a
capire che è segno di mancanza di fede rimpiangere il passato, ripetere che “una volta…”. Non possiamo scambiare il
Dio della misericordia e la novità della Croce con i nostri “principi” spesso nati dal fatto che non
siamo soliti praticare la Parola.
Alcuni dubbi:
Lungo la stessa strada hanno preso corpo anche non
pochi dubbi. Ne elenchiamo qualcuno:
1. Quando una famiglia
presenta un figlio per la catechesi ma non se la senta
di compiere lo stesso percorso proposto al figlio, quali scelte spettano a chi
ha il servizio della catechesi? Dal momento che la Chiesa di Parma, e non solo,
non ritiene opportuno tornare indietro, è giusto che la Comunità proponga
contemporaneamente cammini “nuovi” e cammini “vecchi”? E’ giusto per i ragazzi?
E’ rispetto per i genitori? Qual è, nel rispetto di tutti, la
scelta migliore?
2. E’ davanti agli occhi di tutti
che i numeri dei ragazzi - nei vari Itinerari di Iniziazione cristiana - sono
alti. Spesso sono gli amici della stessa classe che desiderano andare a
catechismo insieme anche se non tutti residenti nel territorio della
Parrocchia. E’ giusto non accogliere chi risiede fuori territorio? D’altra
parte, dopo aver proposto un percorso di catechesi slegato dai ritmi e e dal metodo della scuola, è
giusto voler conservare il “gruppo-classe”?
In queste settimane stiamo portando a termini incontri di verifica con
tutti i gruppi; speriamo di avere indicazioni utili.
3. La Comunità è composta
anche di anziani. La fede è un cammino da percorrere insieme al
cammino della vita. Fino a qualche anno fa, abbiamo celebrato solennemente il
Sacramento dell’Unzione degli infermi in una domenica dopo Pasqua. E’ il
Sacramento di un’età della vita: l’abbiamo fatto diventare il Sacramento dei quasi-morti. S. Giacomo scrive così: Chi tra voi è malato, chiami i presbiteri della Chiesa, preghino su di
lui, dopo averlo unto con olio, nel nome del Signore (Gc
5,14). C’è un’unzione iniziale (Battesimo); c’è una unzione
alle soglie dell’adolescenza (Cresima); c’è una unzione nel tempo della grande
prova, comunque nell’età più segnata dal tempo (come scrive l’apostolo
Giacomo). Come la Comunità può testimoniare a questi fratelli e a queste
sorelle la stessa preoccupazioni che nutre nei
confronti delle altre età della vita?
Una
preoccupazione
I preti che con voi condividono il non facile
cammino della fede spesso si trovano in difficoltà. Una grande preoccupazione
li accompagna comunque continuamente. Non hanno merce propria da vendere
sperando in chissà quale tornaconto personale. Tentano semplicemente di vivere
“da uomini” la fedeltà al Vangelo, senza la pretesa di avere sempre ragione e
di dire sempre la cosa migliore. Sanno molto bene che essere al servizio del
Vangelo non significa esercitare un potere ma un servizio all’uomo; questo
servizio si identifica con l’annuncio della Parola, la cura delle Celebrazioni,
non stancarsi di ripetere che siamo figli di un Dio misericordioso che ci ama.
Un
saluto cordiale
d. Augusto, d. James, d. Nando,
PROPOSTE
ESTATE 2010
La parrocchia offre anche quest’anno la possibilità
del CAMPEGGIO. E’ un’esperienza -
collaudata da anni - rivolta a tutte le realtà e a tutte le età. Non è una
semplice vacanza, un semplice svago. E’ un’opportunità, un’occasione, preparata
nei minimi particolari, di passare alcuni giorni insieme. Un campeggio ha
dentro un progetto, una traccia; tutto si svolge attorno un’idea.
Per questo un campeggio è la naturale conclusione di un anno vissuto insieme
con il proprio gruppo. E’ vero, oggi i ragazzi e i giovani hanno tante altre
possibilità di passare momenti lontani dalla famiglia; un campeggio non va
confuso con nessuna di queste. Invitiamo i genitori a sostenere queste
proposte: i nostri ragazzi ne hanno bisogno. Tuttavia un campeggio può essere
aperto solo a chi ha seria intenzione di vivere tutta l’esperienza che gli viene proposta; diversamente non sarebbe utile né per sé né
per gli altri.
1° Media Marzano (12-13 giugno)
Superiori Cavalese (26-giugno-1
luglio)
IIa-IIIa Media Cavalese (1-4 luglio)
Famiglie Passo La Mendola
(TN) (2a settimana di agosto)
Famiglie Marzano (21-22 agosto)
Genitori-ragazzi IIIa Media (in fase di organizzazione)
RINNOVO DEL
CONSIGLIO PASTORALE:
Nel periodo autunnale cercheremo di rinnovare il
Consiglio Pastorale. E’ un segno di corresponsabilità dei battezzati. Si
attendono autocandidature.