Maggio 2010

 

Siamo di nuovo a maggio, di nuovo tempo di somme e di verifiche. E’ sempre molto importante verificare la strada percorsa e quella che rimane da percorrere: la perfezione non è nostra caratteristica. Nelle nostre mani c’è solo il bisogno di fare strada verso una meta che non per tutti è la stessa. Il paesaggio, a chi cammina  lungo la vita, non può non essere il dubbio, la domanda anche impegnativa ma senza paura. Al cristiano è concessa una sola paura: la paura delle certezze scontate!

Alcune considerazioni:

 

1. Notiamo che cresce una presa di coscienza - a volte molto sofferta da parte della Comunità e - in particolare - di alcuni genitori, sul ruolo educativo dei genitori e degli adulti in genere.

 

2. Si consolida il servizio prezioso di molti battezzati: dalla pulizia dei locali, ai catechisti e animatori dei piccoli, giovani e adulti, passando attraverso i mille rigagnoli che permettono a tutta la Comunità di farsi “servizio”. La Parrocchia cerca a fatica di identificarsi sempre più nella Comunità che celebra, ascolta la Parola, vive la carità e sempre meno in questo o quel parroco.

 

3. Qualcuno, poi, forse più pronto a lasciarsi guidare dallo Spirito che Soffia dove vuole…” (Gv 3, 8), ci aiuta a capire che è segno di mancanza di fede rimpiangere il passato, ripetere che “una volta…”. Non possiamo scambiare il Dio della misericordia e la novità della Croce con i nostri “principi” spesso nati dal fatto che non siamo soliti praticare la Parola.

 

Alcuni dubbi:

 

Lungo la stessa strada hanno preso corpo anche non pochi dubbi. Ne elenchiamo qualcuno:

 

1. Quando una famiglia presenta un figlio per la catechesi ma non se la senta di compiere lo stesso percorso proposto al figlio, quali scelte spettano a chi ha il servizio della catechesi? Dal momento che la Chiesa di Parma, e non solo, non ritiene opportuno tornare indietro, è giusto che la Comunità proponga contemporaneamente cammini “nuovi” e cammini “vecchi”? E’ giusto per i ragazzi? E’ rispetto per i genitori? Qual è, nel rispetto di tutti, la scelta migliore?

 

2. E’ davanti agli occhi di tutti che i numeri dei ragazzi - nei vari Itinerari di Iniziazione cristiana - sono alti. Spesso sono gli amici della stessa classe che desiderano andare a catechismo insieme anche se non tutti residenti nel territorio della Parrocchia. E’ giusto non accogliere chi risiede fuori territorio? D’altra parte, dopo aver proposto un percorso di catechesi slegato dai ritmi e e dal metodo della scuola, è giusto voler conservare il “gruppo-classe”?  In queste settimane stiamo portando a termini incontri di verifica con tutti i gruppi; speriamo di avere indicazioni utili.

 

3. La Comunità è composta anche di anziani. La fede è un  cammino da percorrere insieme al cammino della vita. Fino a qualche anno fa, abbiamo celebrato solennemente il Sacramento dell’Unzione degli infermi in una domenica dopo Pasqua. E’ il Sacramento di un’età della vita: l’abbiamo fatto diventare il Sacramento dei quasi-morti. S. Giacomo scrive così: Chi tra voi è malato, chiami i presbiteri della Chiesa, preghino su di lui, dopo averlo unto con olio, nel nome del Signore (Gc 5,14). C’è un’unzione iniziale (Battesimo); c’è una unzione alle soglie dell’adolescenza (Cresima); c’è una unzione nel tempo della grande prova, comunque nell’età più segnata dal tempo (come scrive l’apostolo Giacomo). Come la Comunità può testimoniare a questi fratelli e a queste sorelle la stessa preoccupazioni che nutre nei confronti delle altre età della vita?

 

Una preoccupazione

 

I preti che con voi condividono il non facile cammino della fede spesso si trovano in difficoltà. Una grande preoccupazione li accompagna comunque continuamente. Non hanno merce propria da vendere sperando in chissà quale tornaconto personale. Tentano semplicemente di vivere “da uomini” la fedeltà al Vangelo, senza la pretesa di avere sempre ragione e di dire sempre la cosa migliore. Sanno molto bene che essere al servizio del Vangelo non significa esercitare un potere ma un servizio all’uomo; questo servizio si identifica con l’annuncio della Parola, la cura delle Celebrazioni, non stancarsi di ripetere che siamo figli di un Dio misericordioso che ci ama.

Un saluto cordiale

d. Augusto, d. James, d. Nando,

 

PROPOSTE ESTATE 2010

 

La parrocchia offre anche quest’anno la possibilità del CAMPEGGIO. E’ un’esperienza - collaudata da anni - rivolta a tutte le realtà e a tutte le età. Non è una semplice vacanza, un semplice svago. E’ un’opportunità, un’occasione, preparata nei minimi particolari, di passare alcuni giorni insieme. Un campeggio ha dentro un progetto, una traccia; tutto si svolge attorno un’idea. Per questo un campeggio è la naturale conclusione di un anno vissuto insieme con il proprio gruppo. E’ vero, oggi i ragazzi e i giovani hanno tante altre possibilità di passare momenti lontani dalla famiglia; un campeggio non va confuso con nessuna di queste. Invitiamo i genitori a sostenere queste proposte: i nostri ragazzi ne hanno bisogno. Tuttavia un campeggio può essere aperto solo a chi ha seria intenzione di vivere tutta l’esperienza che gli viene proposta; diversamente non sarebbe utile né per sé né per gli altri.

 

1° Media        Marzano (12-13 giugno)

Superiori       Cavalese (26-giugno-1 luglio)

IIa-IIIa Media          Cavalese (1-4 luglio)

Famiglie         Passo La Mendola (TN) (2a settimana di agosto)

Famiglie         Marzano (21-22 agosto)

Genitori-ragazzi IIIa Media (in fase di organizzazione)

 

 

RINNOVO DEL CONSIGLIO PASTORALE:

Nel periodo autunnale cercheremo di rinnovare il Consiglio Pastorale. E’ un segno di corresponsabilità dei battezzati. Si attendono autocandidature.