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Come un tesoro nascosto.
padre Ermes Ronchi (28-07-2002)

 Tesoro: parola magica, cosý poco usata nella religione, parola d'innamorati, di favole, di storie grandi. E di Vangelo. Che capovolge la vita, contiene tutte le speranze, rilancia tutti i desideri. Un tesoro ci attende: a dire che l'esito della storia sarÓ comunque felice; che nell'uomo Ŕ posto un eccesso di desiderio che nessuna cosa concreta o quotidiana potrÓ esaurire.

Nascosto in un campo: che Ŕ il mondo, che Ŕ il cuore; e la vita altro non Ŕ che un pellegrinaggio verso il luogo del cuore (Olivier ClŔment), lÓ dove maturano tesori. Il protagonista vero della parabola non Ŕ il contadino, ma il tesoro: Cristo, e la pienezza di umanitÓ che Lui Ŕ venuto a portare.

Dal tesoro deriva una seconda parola: per la gioia quell'uomo va, vende, compra. ╚ la gioia, radice della vita, che muove, mette fretta, fa decidere. Noi non avanziamo nella vita a colpi di volontÓ, ma solo per scoperta di tesori (lÓ dov'Ŕ il tuo tesoro, lý Ŕ anche il tuo cuore); per passione di bellezza (mercanti che cercano le perle pi¨ belle); per riserve di gioia che Qualcuno, uomo o Dio, amore o tesoro, seme o spiga, colma di nuovo. Chiedi al Signore la gioia, ed Egli ti risponderÓ dandoti la vita. Gioia non facile, quindi: c'Ŕ un campo da lavorare, rovi e sudore, un tesoro da trovare e nascondere, un tutto da vendere e investire. Dio vuole che il suo dono diventi nostra conquista (sant'Agostino). Ma la parola centrale Ŕ tesoro! Il cristianesimo non Ŕ rinuncia o sacrificio, Ŕ un tesoro: Dio in me, pienezza d'umano, vita bella, estasi della storia. E mettervi tutte le mie energie. Allora lascio tutto, ma per avere tutto. Vendo tutto, ma per guadagnare tutto.

Questa Ŕ la croce che fa rifiorire la rosa del mondo (Berdiaeff). E se non ho posto tutte le mie forze, almeno una volta nella vita, la totalitÓ del cuore, tutto, a servizio di qualcosa, Dio, un fratello, un sogno, non riuscir˛ mai a credere alla Risurrezione. Noi talvolta agiamo come se la rinuncia fosse la condizione per una gioia successiva che Dio ci darÓ in base ai nostri sforzi.

Le parabole di oggi ci ricordano che l'ordine Ŕ inverso. Se la gioia di un innamoramento, di un "che bello!" a pieno cuore, non precede le rinunce, queste non generano che tristezza, freddo, lontananza, disamore, consumazione del cuore. Come diventer˛ cercatore di perle? Chiedendo il dono di Salomone: donami Tu un cuore che ascolta. Dono immenso da chiedere sempre: per ascoltare Dio e il grido di Abele, per ascoltare cielo e terra, angeli e parabole, per ascoltare la bellezza e la cattedra dei piccoli della terra. Allora matureranno tesori. Un tesoro ci attende. E lo Spirito santo Ŕ questo soffio divino che fa nascere i cercatori d'oro. Immaginiamo allora una storia, personale e collettiva, costellata di tesori; sentiamo la vita come intrisa di perle e della loro bellezza. E noi a intingere la spola dei nostri giorni, i nostri sogni dentro tesori, dentro la gioia. Il tesoro non si compra, Ŕ un dono. L'uomo compra il campo.