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Il termine italiano CASA, in lingua ebraica si dice BAYT. La lettera iniziale ebraica BET, che vedi rappresentata dall’immagine a fianco, è la seconda lettera dell’alfabeto ebraico. Per la sua forma rappresenta una casa con un lato aperto, per insegnarci che la nostra BAYT (casa) deve essere aperta agli ospiti, ma anche a Dio e alla sua storia. Abbiamo bisogno di recuperare una SPIRITUALITA’ DELLA CASA QUOTIDIANA. Ne hanno bisogno i fedeli laici adulti che vivono nel sacramentum sponsale, luogo della risposta alla loro vocazione battesimale. E’ vero che anche il Tempio (la chiesa) è la nostra BAYT settimanale, la “stanza superiore” dove Gesù ci chiama a celebrare la Sua e nostra Pasqua. Ma poi ciascuno torna alla propria BAYT quotidiana, luogo ancora considerato troppo profano, spesso solo luogo dormitorio, , luogo di accudimento reciproco ridotto a funzione alberghiera, luogo raramente abitato da parole sussurrate che rivelino i misteri dei sentimenti, dei pensieri, della fede, luogo nevrotizzato dal transito pendolare di entrate-uscite-entrate-uscite per mille chiamate della vita, luogo santo a volte profanato benché benedetto. Occorre recuperare una spiritualità della casa che è luogo di salvezza, di rivelazione di Dio e della Sua Storia che si mescola con tenerezze, rabbie, fatiche asfissianti.

Myriam (Maria), madre e discepola di Gesù, viene presentata spesso dagli evangelisti come persona che nella casa tesse con Dio la trama e la tela della storia della salvezza. Padre Ermes Ronchi ci regala, con questa nuova pubblicazione, un altro gioiello della propria capacità di mistico e poeta della Parola di Dio rivisitando con il lettore le CASE DI MARIA nei Vangeli. Senza nulla concedere a certo devozionalismo mariano, P.Ermes recupera una statura biblica di Maria capace di correggere, ove fosse necessario, l’immagine di donna inavvicinabile nella santità o icona banalizzata di santona per i nostri bisogni di tutte le taglie e stagioni.

Nell’INTRODUZIONE dello stesso P. Ermes leggiamo: « Queste pagine raccontano un viaggio attra­verso le case che Maria ha abitato nel corso del­la sua esistenza: la memoria biblica di Maria si apre con una casa, dove è un angelo a parlare, e si chiude con una casa, dove a parlare sono il vento e il fuoco. Dalla casa di Nazaret alla casa di Gerusalem­me, la sua vita è trascorsa come un crescendo nella polifonia delle relazioni e degli affetti, co­me un dilatarsi della sua capacità di accogliere. Queste pagine nascono dal desiderio di ap­prendere dalla ragazza di Nazaret, dal suo quo­tidiano, dai suoi gesti, dalle sue parole e dai suoi sentimenti, qualche frammento di un discorso di salvezza; imparando da lei a non vivere senza mistero, ad abitare la nostra terra amando le co­se di ogni giorno, dilatando le relazioni, salvan­do lo stupore della fede e reincantando la vita. L'attenzione verterà quindi sull'umanità di Maria e sulla sua vita reale, non sui privilegi ma sulle virtù nascoste, non sullo straordinario ma sul feriale e sul carnale, sui trent'anni con Gesù a Nazaret, perché «in quella casa e in quell'at­mosfera sono le radici nascoste della Chiesa» (Ratzinger). Le case di Maria sono un richiamo pieno di conforto alle nostre case. Perché è nella famiglia che si gioca la maggior parte dell'esistenza uma­na, e il Vangelo ha parole importanti da dire sul­la casa, luogo primario della vita. Perché il cristianesimo deve essere significati­vo lì, nella casa, nei giorni della festa e in quelli delle lacrime, nei figli prodighi e in quelli che ri­tornano, quando Caino si arma di nuovo, quan­do l'amore sembra finito e ci si separa, quando l'anziano perde il senno e la salute. Là dove la vita celebra la sua festa, nella ca­sa, scende come pane e come sale, lì sta come roccia la parola di Dio, a sostenere la casa. La casa: dove è possibile trovare Dio nei gesti. La casa, dove si parla al cuore. La casa, dove la vita nasce, è custodita e cresce in età, sapienza e grazia. La casa, che dà lezione di vita, di cose vere. Ogni nostra casa, dove ogni vita può rinno­varsi. E dove, nel respiro dei viventi, respira il Si­gnore della vita».

Credetemi. Sono centocinquanta pagine di accessibile, seria e indimenticabile spiritualità.
Don Augusto.

 

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